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Gaetano Catalano
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STORIA
DEL MOVIMENTO PENTECOSTALE ITALIANO
Molti
sono i testi che tracciano la storia del movimento evangelico
pentecostale in Italia, una fra tutti vorrei citare "RADICI"
del F.llo Francesco Toppi,
ma credo che lo studio che vi propongo del F.llo
Carmine Lamanna, sia completo ed esauriente a riguardo.
Certo,
a prescindere dall'assoluta vericidita' di quando scritto
da tutti gli autori che si sono cimentati sull'argomento,
una cosa va' sottolineata e ribadita, la crescita e lo sviluppo
del movimento avviene nell'estremo sud, in Sicilia ed in
particolare nella provincia di Agrigento, dove ancora tutt'oggi
vi sono esistenti delle numerosissime comunita' e grande
e' stato il loro contributo per l'espansione nel mondo della
Predicazione dell'Evangelo e della cultura Evangelico-Pentecostale,
con centinaia di servitori, che abbandonati i loro paesi
per motivi di lavoro, ovunque siano andati, hanno proseguito
l'attivita' di evangelizzazione e creando nuove comunita',
nelle nazioni di lavoro. |
Definizione
di Movimento: Tendenza, corrente o organizzazione diretta alla
circolazione ed alla divulgazione di una dottrina; processo di
sviluppo di una dottrina verso forme ritenute piu perfette, evolute
e maggiormente vicine alla verita. Ci auspichiamo di non diventare
mai un monumento ma rimanere il movimento dello Spirito del Signore!
(Galati 3:2,3).
Introduzione:
Per
un esame anche succinto della storia del movimento pentecostale
e del Risveglio pentecostale, occorre necessariamente avere una
visione storica e precisa. L’idea che non siano manifestati il
battesimo nello Spirito Santo con il segno delle lingue ed i carismi
dal periodo della Chiesa dell’era apostolica fino all’inizio del
Risveglio pentecostale, e stata tanto popolare fino a qualche
decennio fa. Da un esame approfondito della storia del Cristianesimo
risulta invece che manifestazioni dei carismi e del battesimo
nello Spirito Santo, anche se non definito come tale, si sono
verificate in tutti i secoli.
La
peculiarita del Risveglio pentecostale e costituita dal fatto
che l’esperienza del battesimo nello Spirito Santo col segno delle
lingue e sorto prima dottrinalmente e poi praticamente e che nell’arco
del secolo XX si e diffuso universalmente.
Non
pochi esempi storici mettono in evidenza che il fenomeno del parlare
in altre lingue da parte di singoli credenti, si verifico continuamente
nella storia della Chiesa, ne citiamo alcuni;
- Tertulliano
per esempio parlo dei doni spirituali compreso il dono delle lingue
che si manifestava spesso a quei tempi.
- Ireneo
(Ad. 115-202) diceva: “Nelle nostre chiese abbiamo molti
fratelli che possiedono doni profetici e che mediante lo Spirito
Santo parlano ogni genere di lingua”.
- Dean
Farras, parlando dei cristiani che erano perseguitati
a Roma, li descrisse, come persone piene di serenita, le quali
andavano incontro ai tormenti cantando lodi a Dio e parlando in
“altre lingue” ossia lingue da loro non conosciute!
- Crisostomo
(4° e 5° sec.) affermo: “Al tempo degli apostoli chiunque
era battezzato parlando immediatamente in “altre lingue”; e nel
4° sec. Agostino scriveva: “Anche noi facciamo quello che facevano
gli apostoli quando imposero le mani su quelli di Samaria e invocarono
il dono dello Spirito Santo” Si attendeva che i nuovi convertiti
parlassero con lingue nuove.
- Tra
i movimenti religiosi recenti. Philip Scaff, noto storico della
Chiesa, nota che il fenomeno delle lingue come dono dello Spirito
Santo, riapparve di tanto in tanto, specie in periodi di risveglio
religioso, poiché le Scritture dovevano realizzarsi. Esse riportano
infatti: “Negli ultimi tempi… (Gioele 2:28). Ricordiamo i vari
movimenti quali:
a)
I Camisardi,
b)
I profeti delle Cavennes francesi,
c)
I Quacqeri e Metodisti Inglesi,
d)
I Readers (seguaci di Lazarese) in Svezia nel 1843,
e)
I risvegli in Irlanda del 1859 fino ad arrivare al 20° secolo,
che riporta circa 200 milioni di pentecostali nel mondo.
1.
I criteri di studio
Non
si puo considerare la storia del Risveglio evangelico pentecostale
senza tener presente alcuni criteri fondamentali:
a.
Riconoscere l’esistenza di una corrente ideale, che lega tutti
i precedenti Movimenti spirituali dissidenti dalla chiesa ufficiale;
b.
Analizzare ogni Movimento alla luce delle limitazioni di conoscenza
dottrinale del periodo in cui si e manifestato;
c.
Considerare che la documentazione dei movimenti di risveglio piu
antichi, giunta fino a noi e frammentaria e non obbiettiva e prodotta
da persecutori;
d.
Identificare come risvegli di carattere evangelico soltanto quelli
che non elevano le manifestazioni mistiche e carismatiche alla
stregua o d'importanza superiore alla Scrittura.
Nota:
due momenti storici sono importanti nello studio del cristianesimo
primitivo perché segnarono una svolta nella vita della chiesa,
le due date sono, il 70 d.C. e il 313 d.C.
Nel
70 d. C. Gerusalemme fu distrutta dai Romani (cf Luca 21:20),
e la chiesa di Gerusalemme cesso di esistere. Fino a quel momento
la chiesa di Gerusalemme esercitava una grande influenza sulle
altre chiese perché Gerusalemme era il cuore dell'ebraismo ed
era la chiesa dove erano presenti gli apostoli del Signore (cf
Atti 8:14; 15:1-29; Galati 1:17-2:10). Essendo i Dodici gli apostoli
di Gesu, é normale che la loro presenza facesse si che la chiesa
di Gerusalemme avesse una notevole influenza su tutte le altre
chiese. Furono gli apostoli che si trovavano in Gerusalemme a
mandare Pietro e Giovanni in Samaria (Atti 8:14). Paolo, Barnaba
e alcuni fratelli di Antiochia salirono a Gerusalemme dagli apostoli
ed anziani della chiesa per trattare la questione dei giudaizzanti
(Atti 15). E l'apostolo Paolo dopo la sua conversione ando una
prima volta a Gerusalemme per visitare Cefa (Pietro) e una seconda
volta, dopo quattordici anni, per esporre il Vangelo che lui predicava
alle “colonne” della chiesa: Giacomo, Cefa e Giovanni (Galati
1:11; 2:10). Dopo la distruzione di Gerusalemme e dopo la morte
degli apostoli, Giovanni fu l'ultimo degli apostoli a morire in
Asia Minore (cf 2Giovanni v.1; 3 Giovanni v.1; Apocalisse 1:9),
ogni chiesa conservava “la tradizione apostolica” e aveva identico
valore delle altre, come Ireneo di Lione scrisse verso il 180
circa d.C. nella sua opera «Contro le Eresie»: «La tradizione
degli Apostoli, manifesta in tutto il mondo, puo essere riscontrata
in ogni chiesa da coloro che vogliono conoscere la verita» (Contro
le Eresie, III, 3,1).
Tuttavia,
Roma, capitale dell'Impero Romano e capitale del mondo pagano
di allora, acquisto via via una sempre maggiore influenza nel
cristianesimo antico, fino al punto che, da Costantino in poi,
la chiesa di Roma divenne di fatto, la chiesa piu importante del
Mediterraneo. Ireneo, nel famoso e discusso passo contenuto in
“Contro le Eresie” III,3,2, scrive: «Infatti a questa chiesa (Roma),
per la sua piu forte superiorita, bisogna che ogni chiesa si rechi,
vale a dire (mediante) i fedeli che (vi pervengono) da ogni dove,
nella quale sempre da coloro che (giungono) da ogni dove si e
custodita la tradizione proveniente dagli apostoli» (traduzione
di Fausto Salvoni).
Poiché
Roma era la capitale dell'Impero, aveva una natura cosmopolita,
la chiesa era frequentata da fedeli provenienti da tutto il Mediterraneo,
e per questi suoi frequenti contatti con tutto il mondo cristiano,
la chiesa di Roma esprimeva e testimoniava in un certo senso la
tradizione degli apostoli. Dunque, una supremazia dovuta non tanto
a ragioni teologiche, ma storiche, politiche e geografiche.
Il
secondo momento storico che segno una svolta nel cristianesimo
antico, e stata la “conversione” dell'imperatore Costantino (molti
ritengono che Costantino non fu mai battezzato, che abbia sempre
creduto nelle divinita pagane e mantenuto la funzione di sommo
sacerdote del paganesimo!). Nel primo secolo, il cristianesimo
era stato considerato un movimento di “dissenso” all'interno del
giudaismo, una setta giudaica, la setta dei Nazareni (cf Atti
24:5,14). Staccatosi dal mondo ebraico dopo la distruzione di
Gerusalemme, il cristianesimo comincio a rappresentare un pericolo
per l'Impero Romano. Le ragioni che diedero vita alle persecuzioni
furono di natura politica, sociale e religiosa; il modello di
vita dei cristiani e la loro testimonianza di fede in Gesu Cristo
quale unico Signore e Salvatore non erano compromissori o accomodanti
col sistema (cf Giovanni 15:19). Costantino con l'editto di Milano
(editto, di Tolleranza) del 313 d.C., non solo pose fine alle
persecuzioni, ma favori il cristianesimo offrendogli ufficialmente
il suo appoggio. Per Costantino, l'unita dei cristiani era una
questione politica, oltre che religiosa; ecco perché egli convoco
e presiedette il primo concilio nella storia della chiesa, il
concilio di Nicea del 325 d. C.. La sua ingerenza politica nella
vita della chiesa, generalmente chiamata “cesaropapismo” condiziono
pesantemente il futuro del cristianesimo, producendo degli effetti
devastanti nella ecclesiologia del NT. Poco tempo dopo l'imperatore
Teodosio (381-395) riconobbe il cristianesimo come religione ufficiale
dello Stato. Quando Costantino nel 328 trasferi la sede imperiale
da Roma a Bisanzio (chiamata poi Costantinopoli), il vescovo di
Roma di fatto comincio ad essere l'unica autorita che contava
nella vita sociale e religiosa della citta. L'importanza che la
citta di Roma rivestiva nell'Impero, l'assurgere del cristianesimo
a religione ufficiale e la posizione in cui venne a trovarsi il
vescovo di Roma, dopo il trasferimento di Costantino a Bisanzio,
fece si che il vescovo della chiesa di Roma acquistasse una certa
supremazia sopra gli altri vescovi.
Queste
ragioni politiche sommate alle ragioni teologiche, che di seguito
esamineremo, daranno vita col tempo alla nascita e allo sviluppo
del papato. Il riconoscimento del cristianesimo a religione di
Stato porto inevitabilmente alla formazione di due gruppi di cristiani:
quelli divenuti tali, per scelta personale, per convinzione, e
che passarono attraverso la nuova nascita, e quelli dichiarati
cristiani per decreto imperiale o per essere nati in una nazione
cristiana.
Dall'era
costantiniana in poi si e potuto parlare in senso geopolitico
di un mondo cristiano e di un mondo non cristiano. Tale fenomeno
porto, come e facile intuire, ad un imbarbarimento della fede
cristiana; l'ecclesiologia e la soteriologia del NT furono stravolte
e la chiesa si allontano sempre piu da quelli che erano gli insegnamenti
del Vangelo, fino al punto che divenne una organizzazione irriconoscibile
se confrontata con la chiesa “organismo” del NT (cf Romani 12;1Corinzi
12; Efesini 4:11) Gesu ha insegnato che nella chiesa non deve
esserci chi signoreggia sugli altri (cf Matteo 20:20-28) e che
la grandezza sta nel servizio; il Signore non ha lasciato ai discepoli
dei titoli onorifici o di potere o delle cariche da assumere,
ma dei servizi da compiere (cf Matteo 18;23; Marco 10:43-45; Filippesi
2:5-11; 1 Pietro 5:1-4)...............................
Se
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Il
presente studio e stato preparato dal fratello
Carmine Lamanna, pastore della Chiesa Cristiana Evangelica
A.D.I. di Matera e presentato ai giovani che lo scorso anno hanno
frequentato Seminario di Istruzione Biblica (SIB) svoltosi a Bari,
F.llo Pastore che conosco personalmente e che ha visitato la Comunita'
di Santa Elisabetta (AG) ed e' stato tratto dal Sito www.cristianievangelici.com
, che gentilmente Si ringrazia per averlo pubblicamente reso disposnibile
su Internet.
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